BASILICA DI SANTA CROCE - ROMA

Basilica di Santa Croce

Roma, Italia

LE MOSTRE AL BASILICA DI SANTA CROCE

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Prenota Il Colosseo

Il Colosseo è probabilmente il monumento più famoso del mondo: la sua forma ellittica, con 48 metri d'altezza, e 4 piani, ha impressionato ed affascinato gli uomini di tutti i tempi.
La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano, come simbolo della grandezza dell'impero Romano, e inaugurato nel 80 DC dall'imperatore Tito.
Il nome "Colosseo" è dovuto alla statua (Colosso) di Nerone che si trovava una volta accanto all'arena.
Il nome originale di questo monumento, la più grande arena di questo tipo, era Anfiteatro di Flavio.
La parte esterna è ispirata all'architettura greca.
Ogni arco è decorato da elaborate colonne; dal basso all'alto, le colonne sono doriche, ioniche e corinzie, e l'attico è decorato da pilastri corinzi.
L'attico possiede delle piccole finestre una volta decorate in bronzo, ora perso.
Il marmo e il metallo sono stati prelevati dalla facciata e l'interno del Colosseo per costruire altri edifici.
Il disegno del Colosseo è un trionfo di funzionalità.
Permetteva la sistemazione di quasi 50000 spettatori che entravano attraverso 76 porte; altri due ingressi erano usati dall'imperatore Tito e altri due ancora per i gladiatori.
Le file di posti a sedere erano accessibili attraverso corridoi coperti a volta, e il pubblico aveva posti numerati per rango, dal basso verso l'alto.
Il sottosuolo era nascosto da un piano di legno coperto da sabbia.
Sotto si trovava una rete di corridoi, camere, bagni, elevatori e gabbie.
Durante i primi 10 anni della sua esistenza, lo stadio era riempito di acqua e usato per battaglie navali chiamate Naumachie.
La maggior parte degli spettacoli duravano tutto il giorno, iniziando con concorsi di commedia ed esibizioni di animali esotici, eventi di gladiatori professionali nel pomeriggio.
Il panorama più completo e spettacolare dell'intero complesso del Foro Romano si apprezza dalla magnifica terrazza del Campidoglio.
Da qui si osservano, in particolare, le imponenti rovine della Basilica Emilia, unica tra le basiliche repubblicane rimaste, o l'edificio della Curia, un tempo sede del Senato.
A poca distanza vi fu rinvenuto, sul finire del Novecento, un eccezionale reperto: un settore di pavimentazione in marmo nero inquadrato in una transenna di marmo bianco, sotto il quale è stato trovato un altare di epoca arcaica.
Si tratta del Niger Lapis, un piccolo santuario associato alla morte di Romolo, leggendario fondatore della città.
Dai frammenti di un'iscrizione si legge l'abituale formula di maledizione rivolta a chiunque osi violare un luogo sacro: 'Chiunque violerà questo luogo sia consacrato agli dèi infernali'.
Dall'arco di Settimio Severo il percorso si snoda attraverso uno scenario unico al mondo - si fiancheggiano, tra le altre, le imponenti strutture della Basilica di Massenzio, uno dei più grandiosi edifici della Roma imperiale - fino a concludersi in prossimità dell'arco di Tito, dove emerge alla vista l'inconfondibile profilo del Colosseo.
Il foro romano non era una semplice piazza, e, col tempo, assunse le dimensioni e la connotazione di un vero e proprio quartiere.
Vi erano templi, tribunali, sale di consiglio e spazi liberi circondati da monumentali porticati, dove consumati oratori arringavano folle enormi che si spostavano, in caso di maltempo, nei saloni o nelle basiliche.
Benché fosse destinata principalmente alle transazioni commerciali e all'amministrazione della giustizia, la basilica romana, in realtà, poteva essere adibita alle più svariate funzioni, non ultima quella di accogliere – come sarebbe poi accaduto stabilmente con i cristiani, che derivarono la forma delle loro basiliche da quelle romane – una congregazione religiosa.
Il foro ospitava dunque la vita pubblica della città.
Man mano che gli imperatori ne fondavano uno nuovo, adiacente al vecchio, aumentava la comunità di persone che vi confluivano per fare spese – i mercati si trovavano nelle dirette vicinanze – per assistere ai riti religiosi, agli affari pubblici, ai processi privati o, semplicemente, per incontrarsi.

Prenota Museo Palatino

Il colle Palatino si trova tra il Foro Romano, il Velabrum e il Circo Massimo.
E' uno dei 7 colli di Roma e probabilmente il luogo dove si sono stabiliti i primi abitanti della città.
La mitologia romana racconta che la parte ovest del Palatino fu la dimora di Romolo, e dove si trovava la grotta dove Romolo e Remo furono allevati dalla lupa.
Il Museo Palatino venne allestito negli anni Trenta da Alfonso Bartoli, nel convento edificato nel 1868 dalle monache della Visitazione, sulla sommità del Palatino.
Il museo utilizzava allora solo il primo piano per l'esposizione dei materiali più importanti, tra i quali quelli recuperati dal Museo delle Terme di Diocleziano dove i reperti del Palatino erano stati trasferiti dopo la demolizione del primo Museo Palatino nel 1882.
Dopo la guerra, per dare maggiore importanza al Museo Nazionale Romano, si decise che a questo museo venissero riservati gli oggetti di particolare interesse artistico, mentre al Museo Palatino sarebbero spettati i materiali di importanza topografica collegati al colle e ai monumenti presenti.
Il museo venne restaurato verso la fine degli anni Sessanta e riorganizzato.
Dopo un lungo periodo di chiusura, recuperate le sculture presenti al Museo delle Terme di Diocleziano, il Museo Palatino è stato riaperto al pubblico con un nuovo percorso espositivo che illustra la cultura artistica delle Domus Imperiali da Augusto fino al periodo del Tardo Impero.
Il Museo Palatino è interamente dedicato a ceramiche, affreschi, mosaici, iscrizioni, sculture e busti ritrovati sul Colle, e data l'enorme e continua importanza di questa relativamente piccola area della città, le 9 sale del museo offrono un ricchissimo ma piccolo tour attraverso la storia e l'arte romana.

 

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